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La nocciola

Nocciola

 

Il Nocciolo (Corylus avellana L.) è una pianta con portamento cespuglioso, corteccia liscia e compatta, foglie di colore verde scuro e ovoidali. Le specie più importanti sono Corylus avellana (nocciolo comune), Corylus maxima e Corylus colurna (nocciolo turco). E’ un arbusto di piccole dimensioni, con una chioma densa e globosa, che può andare da 1,5 a 4 m. di diametro, molto ricca di foglie. Crescendo a fusto unico diventa un piccolo albero, che può raggiungere i 7 m. di altezza. La corteccia è tipica e riconoscibile: sulla sua superficie, infatti sono presenti numerose cellule dalla forma di lenti, attraversate da una fessura, molto evidenti al tatto. Il suo colore è il grigio, che può tendere al bruno o al rosso. Le foglie sono alterne e hanno una forma quasi rotonda, con apice appuntito e margine dentato. Il nocciolo possiede fiori femminili e fiori maschili. Quelli maschili sono lunghi amenti penduli, dal colore bruno, mossi dal vento. Quando, a inizio primavera, iniziano a liberare il polline, i fiori maschili diventano giallastri. I fiori femminili sono meno evidenti: si tratta di gemme con stigmi rossi, fecondate per via anemofila, cioè con il polline portato dal vento. I frutti del nocciolo sono naturalmente le nocciole: queste si trovano sull’albero già piene alla fine di luglio, ma maturano soltanto per la fine di agosto. Le nocciole vanno raccolte quando cadono dall’albero, perché sono buone solo a maturazione completa. Si formano in gruppi di 2 o 4 frutti.
Originario dell’Europa e dell’Asia minore è stato coltivato fin dall’antichità già dai Greci e dai Romani che ne apprezzavano le proprietà; è, infatti, una delle più antiche piante coltivate dall’uomo. Per i Celti e nelle credenze dei contadini piemontesi il nocciolo era un albero magico: storie e leggende raccontano che tra i cespugli si nascondevano creature magiche. La produzione oggi è concentrata nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo: Turchia, Italia, Spagna, Grecia e Francia ma è la Turchia, con circa 700 mila tonnellate, il primo produttore mondiale (70%); l’Italia è il secondo, con 100-125 mila tonnellate, coltivate in sole quattro regioni: Campania, Lazio, Piemonte e Sicilia.
La qualità delle nocciole italiane è riconosciuta a livello internazionale. In particolare le varietà come la Tonda delle Langhe (piemontese) e la Tonda di Giffoni (campana) – entrambe marchio IGP rappresentano eccellenze qualitative. I maggiori utilizzatori di nocciola sono gli Svizzeri (2 kg/persona/anno) che le usano come ingrediente per il cioccolato.

 

Nocciolo-albero

E’ un arbusto di piccole dimensioni, con una chioma densa e globosa, che può andare da 1,5 a 4 m. di diametro, molto ricca di foglie. Crescendo a fusto unico diventa un piccolo albero, che può raggiungere i 7 m. di altezza. La corteccia è tipica e riconoscibile: sulla sua superficie, infatti sono presenti numerose cellule dalla forma di lenti, attraversate da una fessura, molto evidenti al tatto. Il suo colore è il grigio, che può tendere al bruno o al rosso. Le foglie sono alterne e hanno una forma quasi rotonda, con apice appuntito e margine dentato. Il nocciolo possiede fiori femminili e fiori maschili. Quelli maschili sono lunghi amenti penduli, dal colore bruno, mossi dal vento. Quando, a inizio primavera, iniziano a liberare il polline, i fiori maschili diventano giallastri. I fiori femminili sono meno evidenti: si tratta di gemme con stigmi rossi, fecondate per via anemofila, cioè con il polline portato dal vento. I frutti del nocciolo sono naturalmente le nocciole: queste si trovano sull’albero già piene alla fine di luglio, ma maturano soltanto per la fine di agosto. Le nocciole vanno raccolte quando cadono dall’albero, perché sono buone solo a maturazione completa. Si formano in gruppi di 2 o 4 frutti.

 

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